Milano è “gay friendley”. i suoi governanti no

Mercoledí 20.05.2009 AFFARI ITALIANI

Milano è una grande città, se ne può dire di tutto ma ha l’animo della metropoli, piena di opportunità, avanguardie, pericoli e le immancabili contraddizioni. E’ infatti piuttosto contraddittorio che un città in cui tutte le badanti e tutti i lavoratori più umili sono stranieri sia governata da xenofobi e altrettanto bizzarro che la stessa città, riconosciuta oggi ovunque nel mondo più che altro per il lavoro di qualche stilista di moda gay, dia anche mano libera agli omofobi.

Venerdì 15 Maggio, nel pieno della settimana della lotta all’omofobia un paio di volanti della Polizia hanno fatto irruzione al Mono, un locale gay (friendly?), hanno ammonito gli astanti e gridato i loro nomi in barba alla legge sulla privacy con l’evidente risultato di intimidirne un bel numero che appena ha potuto si è dileguato. Come nei film d’appendice c’è perfino il cattivo, un ispettore, che ricorre come un antieroe leggendario nei raid contro i locali gay, il quale, nonostante fosse già stato oggetto di insistenti proteste e perfino interrogazioni parlamentari da parte della “potente lobby gay”, ancora sta al suo posto a far parlare di sé.

Insomma tutti gli ingredienti per compensare la positività della bella manifestazione antiomofobia che invece ha allegramente invaso Piazza dei Mercanti domenica sera con qualche centinaia di persone dall’identità varia che sono riusciti a comunicare piuttosto bene anche se auto-imbavagliati in ossequio alla tradizione anglosassone del Day of Silence che prevede la distribuzione silenziosa di materiale informativo, mostre e altre forme di comunicazione, diciamo… alternativa.

L’iniziativa si è svolta nell’ambito delle celebrazioni della Giornata Mondiale Contro l’Omofobia che tutti i 17 Maggio ricorda la depennazione dell’omosessualità dalle patologie riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In tutta Italia si sono svolte celebrazioni con dibattiti, conferenze, spettacoli di ogni genere organizzati da un cartello di dodici associazioni lgbt che hanno anche affisso manifesti nelle città. Lo slogan? “OMOFOBIA: avversione, paura e odio verso le persone omosessuali – L’omofobia è molto pericolosa per la società. Ma soprattutto per l’omofobo che ne soffre. Aiutiamolo ad uscirne”.

E aiutiamolo!

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