Bologna e’ prota a diventare della capitale gay economy

ADNKRONOS 20/10/2009

Alla Salara editori ed esperti del settore si chiedono se il mondo omosex può diventare una nuova industria. “Con un imprenditore capace, questa città sarebbe la numero uno in Italia”

SARA SCHEGGIA

Un arcobaleno che conta su una dozzina tra discoteche e bar, un paio di boutique, due librerie specializzate, tre saune convenzionate e quattro hotel. Fiorisce la “gay economy” bolognese. Un settore che ha potenzialità ancora più ampie, soprattutto sul fronte turistico, giurano gli esperti che alla possibilità di trasformare in business la domanda del variegato mondo omosex hanno dedicato una serie di conferenze. «Il precedente assessore al Commercio aveva iniziato un dialogo su specifiche convenzioni alberghiere, ma per ora è tutto fermo – spiega Emiliano Zaino, presidente del Cassero, stasera sede di un incontro sull´economia gay -. Noi siamo il terzo circolo in Italia, con 14 mila iscritti all´anno: e si può fare di più». Il business c´è, dunque, ed è anche di fascia alta.

«Un gay per lo più non ha figli e ha soldi da spendere – commenta Alessio de Giorgi, Ad di Gay. it, tra i relatori del convegno -. Bologna ha un ruolo forte nell´immaginario gay, ma non se lo sta giocando. Ci vorrebbe un imprenditore con idee giuste per renderla più appetibile». Il circuito dell´intrattenimento “friendly” sotto le Due Torri ruota soprattutto intorno al Cassero, che all´impegno sociale associa l´ organizzazione di serate spesso sold out. «La media, il sabato sera, è di 700 persone – continua Zaino -, ma può capitare di dover bloccare le file all´ingresso, anche in settimana».

Tra i locali affiliati all´Arcigay ci sono il Red Club, in zona Roveri, il Movida di via S.Felice e il Bar´t di via Polese, mentre per lo shopping spiccano la libreria Igor di via Petronio Vecchio e il Betty&Books di via Rialto, a metà strada fra il sexy shop al femminile e la libreria d´arte. Tre i centri benessere che espongono l´etichetta “rainbow”, due i negozi di abbigliamento, tra cui il Sugarbabe di via S.Felice. E c´è anche un centro di assistenza informatica, l´Europlanet di via Lepido. Ma, avverte Zaino, «sono molti di più, e andrebbero resi riconoscibili».

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