Aurelio Mancuso: quella risoluzione europea contro le discriminazioni è un segnale gravissimo e rende nulli i richiami generici contro l’omofobia.

GAYNEWS24.IT 30/4/2010

Il voto dell’assemblea del Consiglio d’Europa, è un segnale preoccupante perché per la prima volta un organismo del vecchio continente si pronuncia in forma negativa rispetto ai diritti delle persone e delle coppie omosessuali. Nonostante sia stato ribadita opposizione per ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone lgbt, gli emendamenti approvati grazie al lavoro del PPE e in particolare degli italiani, rende nulli i richiami generici contro l’omofobia e introduce tre aspetti gravissimi. E’ vero che la competenza in materia di diritto di famiglia è dai Trattati e le Direttive europee affidata completamente agli stati membri, ma il segnale politico che sottolinea il fatto che ognuno fa quello che vuole, riduce gli spazi di successo per i ricorsi presentati davanti alle Corti europee rispetto al riconoscimento dei matrimoni, pacs, unioni civili stipulati nei paesi che li hanno istituiti e non validi in altri paesi europei. Anche le altre due discriminazioni accolte, ovvero il non diritto per le coppie gay all’adozione e la possibilità delle religioni di escludere le persone lgbt da determinati ruoli e accesso alle funzioni, è un chiaro scivolamento reazionario rispetto alle importanti prese di posizioni europee in materia. Il ruolo del Pdl e dell’Udc è reso oggi più forte dal sostegno pubblico del Vaticano, che recentemente ha indicato proprio in Volontè il suo fido condottiero dentro il Consiglio d’Europa. La nuova pubblica strategia delle gerarchie di sfruttare l’aumento di parlamentari e influenza del PPE a suo favore, rende il lavoro della comunità lgbt europea più problematico, e pericolose possono essere le conseguenze future soprattutto in attesa della nuova Direttiva orizzontale sulle discriminazioni. C’è da chiedersi dove fossero i deputati della sinistra italiana e per quale ragione non hanno inteso importante partecipare a questa sessione. Chi avrebbe dovuto esserci? Perché non si è presentato? Quale posizioni avrebbero espresso i deputati del PD? Oggi è una brutta giornata, che dovrebbe farci riflettere molto, perché indica con chiarezza che la crisi del ruolo della sinistra italiana, e non solo, ha ripercussioni anche in quegli ambiti europei che fino ad oggi rappresentavano un sicuro baluardo dei diritti delle persone lgbt.

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